Come riparare e riciclare una sneaker

Come riparare e riciclare una sneaker

Attraverso un nuovo concetto di suola è possibile riciclare dando nuova vita ad una calzatura usata, anche una sneaker?

Marc Van Tichelen – francese, progettista industriale che ha lavorato in qualità di designer per diverse aziende calzaturiere tra cui Salomon e Kalenji – ha pensato ed immaginato un interessante modo di infondere nuova vita ad un paio di scarpe usato, incrociando le molte opportunità che le tecnologie odierne offrono.

Ha sviluppato il suo progetto personale immaginando di fondare una vera e propria azienda specializzata nel recupero e riuso del prodotto scarpa e l’ha chiamata TSF-The Sole Factory.

Lo scopo è quello di salvare dall’oblio l’82% delle scarpe usate che vengono gettate via. Un obbiettivo che ancor di più di altri è a favore dell’eco-sostenibilità: allungare la vita di un prodotto è il miglior modo per salvaguardare il pianeta. Riparare è quindi la soluzione. Solo alcuni modelli di scarpa, però, vengono solitamente riparati. Le sneaker, per esempio, vengono quasi sempre buttati nella spazzatura.

Questa azienda, se esistesse, si proporrebbe di ritirare le scarpe usate, ripararne la tomaia e quindi applicare una nuova suola (dal grande impatto design) ricavata attraverso il riciclo dei vecchi fondi usati e rovinati che vorrebbero fusi così da ricavarne il materiale per stampare una nuova suola in 3D. Un procedimento che così facendo prolungherebbe la vita del prodotto e del brand originario, pur dando vita e visibilità anche al nuovo brand che promuove la nuova suola. Un progetto, sicuramente, dalle evidenti difficoltà realizzative, (logistiche, per esempio, o tecniche – riciclare il materiale delle suole vecchie per alimentare la stampa 3D non è così immediato), che fa riflettere però su cosa potrebbe accadere in futuro e su come immaginare nuovi scenari anche per il mondo delle suole.

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