La rivoluzione della stampa 3D con un caso di successo

La rivoluzione della stampa 3D con un caso di successo

La realizzazione di una scarpa e, aggiungiamo di una suola per calzature, richiede di padroneggiare tecniche e materiali imponendo la disponibilità di macchinari e attrezzature specifiche. E’ una filiera complessa nella quale l’operatore calzaturiero si trova nel bel mezzo di una nuova rivoluzione.

La rivoluzione

L’introduzione e adozione della stampa 3D è ancora agli albori ma già si percepisce lo scenario futuro con le sue implicazioni. L’aspetto più importante dell’introduzione della tecnologia è che l’intero oggetto scarpa si può creare in solo passaggio senza l’intermediazione di altri attori, oltre che importante è anche dirompente questa notizia.

Evoluzione storica

La stampa 3D nel settore calzaturiero non è esattamente una novità. Già venti anni fa se ne studiavano le applicazioni soprattutto nell’ambito della prototipazione rapida. C’era già un notevole interesse e una marcata curiosità, pensando a questa tecnica in primis come una modalità per ottenere in tempi più veloci il campione di una nuova calzatura. Un secondo ambito di interesse era per la produzione delle maquette fisiche per le suole, indispensabili per avviare il processo dello stampo, sostituendo il processo manuale.

Oggi gli aspetti tecnici sono notevolmente migliorati: sono perfezionate le tecniche e si è arricchito il numero di materiali che possono essere stampati

Lentezza e personalizzazione

Il limite con cui bisogna fare i conti è la lentezza degli strumenti, la cui velocità di produzione non è al momento nemmeno paragonabile a quella industriale. Appare dunque chiaro affinché si possa passare ad un utilizzo di tali tecnologie in fase di produzione è necessario che si aumenti la velocità di stampa: inadeguata alla produzione in volumi, il processo appare sensato per quelle produzioni personalizzate. Ed è qui l’ambito in cui oggi la stampa 3D trova applicazione: la scarpa su misura. La scarpa viene realizzata in un esemplare unico: un solo lotto di produzione, per il quale non ha nemmeno senso parlare di paio ma di singola scarpa. Questa tecnologia è al centro di un processo che consente di passare per l’attrezzatura specifica né percorrere l’intera filiera. Su questo segmento applicativo stanno già lavorando i più grandi brand della calzatura, nella quale si cimentano i designer e nel quale già si trovano interessanti sviluppi in ambito medicinale.

La sfida dei materiali

La sfida in questo caso è riuscire a comprendere se il materiale è stampabile e se i sostituti hanno le medesime caratteristiche fisiche di quelli utilizzati tradizionalmente. Oggi l’attenzione dei grandi produttori di stampanti 3D è focalizzata tutta sui materiali, tanto che ciascuno finisce per sviluppare i propri. Accanto ai produttori di stampanti si muovono anche i grandi brand della chimica, i tradizionali fornitori di materiali plastici che stanno lavorando per arrivare ad adattare i loro materiali alla stampa 3D.

Un nuovo concetto di scarpa, partendo dalla suola

La sfida è quella di arrivare ad un nuovo concetto di scarpa nel quale le funzioni tra parti rigide e morbide non sono più legate agli elementi fisici e dunque ai materiali, bensì diventano elementi di design, si punta ad ottenere il meglio dai materiali attuali lavorando sul design. Se la scarpa deve avere come elemento caratterizzante la suola, il fondo, il tacco sono ottenuti con tecnica additiva, addirittura osando nuove geometrie, soprattutto quelle troppo complesse per essere ottenute con tecniche di stampaggio tradizionale.

Oggi?

Pur restando in un concetto di scarpa tradizionale, dunque sull’idea di prodotto assemblato, è importante lavorare sui componenti, pensando alla stampa 3D come a una alternativa possibile nella realizzazione dei sottopiedi di montaggio, delle suole, dei tacchi.

 

stampa 3d malaspinaUNITED NUDE: L’esempio di un brand che ha abbracciato la stampa 3D

L’azienda ha deciso di spingere al limite il design delle calzature grazie all’utilizzo di nuovi materiali e tecnologie di stampa 3D avanzate.

Un selezionato gruppo di 5 architetti e designer di fama internazionale è stato chiamato a confrontarsi ed esplorare le potenzialità della stampa 3D applicata a calzature femminili su tacco alto.

Il progetto chiamato Re-Inventing Shoes è nato con lo scopo di scandagliare le possibilità legate a questa nuova tecnologia, che si sta diffondendo ad un ritmo vertiginoso, e che in questo caso ha visto l’utilizzo di una stampa 3D di altissima qualità (Selective Laser Sintering) e di materiali quali Nylon resistente e una nuovissima forma di gomma morbida. La particolarità è quella di abbinare in unica stampa 3D sia parti dure che parti morbide.

Ogni modello verrà prodotto in una serie limitata di 50 paia.

 

Con questo articolo non vogliamo escludere sia l’idea che Malaspina sta pensando ad avviare una produzione prototipale di suole per calzature mediante l’utilizzo della stampa 3D e sia che questo attrezzo potrebbe essere in possesso del noto suolificio di Monte Urano, per saperne di più il consiglio è di continuare sempre a seguirci!

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